Energia, e sport. Sempre.
Ho sempre avuto un sacco di energie e ho sempre fatto sport. Parkour, snowboard, tutto quello che si muove. Non era un hobby di contorno: era già allora il modo in cui capivo il mondo.
Sui social vedi la parte motivante. Qui c'è quella vera: gli anni in cui non sapevo dove andare, i soldi finiti, il modello sbagliato. La strada non è stata dritta e non ha senso far finta di sì.
Ho sempre avuto un sacco di energie e ho sempre fatto sport. Parkour, snowboard, tutto quello che si muove. Non era un hobby di contorno: era già allora il modo in cui capivo il mondo.
Sono cresciuto sentendomi ripetere questa frase. Per fortuna non ci ho mai creduto abbastanza.
E voglio essere chiaro, perché è il punto che tutti fraintendono: il problema non era lo studio. Il problema era vivere una vita decisa dagli altri.
Insegnavo parkour, ed era esattamente quello che volevo fare. In palestra ci stavo tutto il giorno. I corsi, e poi un po' di tutto: le pulizie quando servivano, ogni tanto la segreteria. Quello che mi teneva lì era il piacere di insegnare.
Solo che non bastava. Coi pochi soldi che mettevo da parte, la palestra più quello che capitava a fianco fra sagre e ristoranti, ho girato Egitto, Regno Unito, Repubblica Ceca. Poi finivano, e per ripartire dovevo chiedere ai miei. Non era un dramma: era una scocciatura che non passava.
E non ero il solo. Quasi tutti gli istruttori avevano un secondo lavoro, o non potevano dedicare tutto il tempo alla cosa che volevano fare. Lì ho capito che il problema non era la voglia, e nemmeno il sogno: era il modello sotto.
Praga
Non c'è stato un momento di rottura. È stata una cosa lenta, e poi molto casuale: un amico mi fa vedere che si può lavorare online. Lui alla fine non ha mai cominciato: serviva la partita IVA e il resto. Io mi sono buttato sul dropshipping.
I primi sei-sette mesi: zero. Stavo imparando e dovevo stare dietro a troppe cose. Poi ha iniziato a funzionare davvero, e mi ha insegnato a lavorare.
L'ho lasciato lo stesso, e non per il prodotto: vendere mi piace ancora, fisico o digitale. Era il come. Tutto il giorno al PC, tutto il giorno in casa a registrare video, il sito, la burocrazia, la commercialista. Io volevo viaggiare, uscire, conoscere gente. Avevo risolto un problema e me ne ero preso un altro.
Un ragazzo del quartiere, tornato da poco da una convention a Barcellona, organizza un workshop a Imola, dove abitavo allora. Mi invita. Ci vado scettico, aspettandomi la classica fregatura.
E mi sono ricreduto. Ho trovato gente più simile a me di quella che avevo intorno, che voleva arrivare da qualche parte, e a cui interessava far crescere gli altri mentre cresceva. Mi sono innamorato prima del prodotto, l'educazione finanziaria, e poi del lavoro sulle persone. Da lì mi sono spostato sul network marketing, in un'azienda che si occupa di educazione finanziaria, trading e investimenti.
Non mi ha convinto un ragionamento: mi hanno convinto delle persone viste di persona. E soprattutto non ero l'unico: per la prima volta ero in un posto dove volere qualcosa di diverso non era una stranezza.
L'inizio. E non ero l'unico
Insegno ancora parkour, in un'altra palestra perché mi sono trasferito. Non ho mollato niente per buttarmi su altro: ho cambiato il modello sotto, non il sogno sopra. Vivo in Romagna, in provincia come prima, e lavoro da dove capita: Monaco, l'Umbria, Bologna, e le prossime.
Quello che non ti dirò è che ce l'ho fatta. Sto ancora costruendo, sto ancora imparando a gestire i soldi, e ho poco più di un anno di vantaggio su di te. È esattamente per questo che mi ricordo ancora com'era prima. Ed è per questo che posso esserti utile.
Con un obiettivo preciso e senza nascondere niente a nessuno, motivo per cui questa pagina esiste.
Umbria. Il tipo di conversazione per cui vale la pena
Questo, da anni. Prima come lavoro, e ancora adesso
Il pezzo che non tolgo
Non lo uso per fare paragoni furbi col business. Odio quella roba. Sta qui per un motivo più semplice: è stato il mio lavoro, e lo insegno ancora oggi. Se cerchi la storia di quello che ha mollato tutto e si è buttato, non è questa.
Ed è la prova più concreta che ho: potermi allenare e vivere da sportivo mentre lavoro non è una promessa che ti faccio, è una giornata normale.
Una cosa poi me l'ha insegnata sul serio, e vale anche fuori dalla palestra: si progredisce a piccoli passi ripetuti, il salto grosso al primo colpo non lo fa nessuno. E niente è impossibile da superare. Solo che prima devi guardarlo bene, l'ostacolo.
Non sono consigli, sono vincoli. Sono il motivo per cui puoi fidarti di quello che leggi qui dentro, e puoi tenermi sulla parola.
Niente piedistalli. Sono dentro il gruppo, qualche passo avanti, come un fratello maggiore, non come uno arrivato che spiega agli sfigati.
Nessun "compra ora", nessun tono da imbonitore. Il prodotto non è mai il protagonista: semmai è una conseguenza naturale della fiducia.
Niente cifre, niente screenshot di incassi, niente "così ho fatto X in un mese". Sono la prima cosa che uccide la credibilità, e non le userò.
Di persone, di lavori, di altri creator. Se il tuo lavoro ti piace, sono contento per te davvero. Non costruisco niente demolendo qualcun altro.
Ti ci ritrovi se
Non fa per te se
Il problema non era lo studio. Era vivere una vita decisa dagli altri.Dalla mia storia, slide 2
Trenta minuti, gratis, zero vendita. Mi dici dove sei e dove vuoi arrivare, io ti dico onestamente cosa vedo. Se la tua strada è un'altra, te lo dico io per primo.