Non ti ho raccontato tutto. Adesso sì.

Sui social vedi la parte motivante. Qui c'è quella vera: gli anni in cui non sapevo dove andare, i soldi finiti, il modello sbagliato. La strada non è stata dritta e non ha senso far finta di sì.

Sebastiano si fotografa allo specchio di un ascensore
Sebastiano in piedi, la sera, per strada
Salto sopra un ostacolo in palestra, con gli altri che guardano
Dettaglio: mano sul colletto, tatuaggio sul braccio

Dalla palestra di parkour a una strada che scelgo io

2005. L'inizio

Energia, e sport. Sempre.

Ho sempre avuto un sacco di energie e ho sempre fatto sport. Parkour, snowboard, tutto quello che si muove. Non era un hobby di contorno: era già allora il modo in cui capivo il mondo.

La scuola. Il dubbio

"Studia, laureati e avrai la vita dei tuoi sogni"

Sono cresciuto sentendomi ripetere questa frase. Per fortuna non ci ho mai creduto abbastanza.

E voglio essere chiaro, perché è il punto che tutti fraintendono: il problema non era lo studio. Il problema era vivere una vita decisa dagli altri.

2022. Il lavoro che volevo

Istruttore di parkour, sei ore al giorno

Insegnavo parkour, ed era esattamente quello che volevo fare. In palestra ci stavo tutto il giorno. I corsi, e poi un po' di tutto: le pulizie quando servivano, ogni tanto la segreteria. Quello che mi teneva lì era il piacere di insegnare.

Solo che non bastava. Coi pochi soldi che mettevo da parte, la palestra più quello che capitava a fianco fra sagre e ristoranti, ho girato Egitto, Regno Unito, Repubblica Ceca. Poi finivano, e per ripartire dovevo chiedere ai miei. Non era un dramma: era una scocciatura che non passava.

E non ero il solo. Quasi tutti gli istruttori avevano un secondo lavoro, o non potevano dedicare tutto il tempo alla cosa che volevano fare. Lì ho capito che il problema non era la voglia, e nemmeno il sogno: era il modello sotto.

Allenamento di parkour in una palestra a Praga

Praga

Giugno 2024. La grande decisione

Un amico mi fa vedere l'online. Vado all-in

Non c'è stato un momento di rottura. È stata una cosa lenta, e poi molto casuale: un amico mi fa vedere che si può lavorare online. Lui alla fine non ha mai cominciato: serviva la partita IVA e il resto. Io mi sono buttato sul dropshipping.

I primi sei-sette mesi: zero. Stavo imparando e dovevo stare dietro a troppe cose. Poi ha iniziato a funzionare davvero, e mi ha insegnato a lavorare.

L'ho lasciato lo stesso, e non per il prodotto: vendere mi piace ancora, fisico o digitale. Era il come. Tutto il giorno al PC, tutto il giorno in casa a registrare video, il sito, la burocrazia, la commercialista. Io volevo viaggiare, uscire, conoscere gente. Avevo risolto un problema e me ne ero preso un altro.

Aprile 2025. Il workshop a Imola

Ci sono andato scettico. Mi sono ricreduto

Un ragazzo del quartiere, tornato da poco da una convention a Barcellona, organizza un workshop a Imola, dove abitavo allora. Mi invita. Ci vado scettico, aspettandomi la classica fregatura.

E mi sono ricreduto. Ho trovato gente più simile a me di quella che avevo intorno, che voleva arrivare da qualche parte, e a cui interessava far crescere gli altri mentre cresceva. Mi sono innamorato prima del prodotto, l'educazione finanziaria, e poi del lavoro sulle persone. Da lì mi sono spostato sul network marketing, in un'azienda che si occupa di educazione finanziaria, trading e investimenti.

Non mi ha convinto un ragionamento: mi hanno convinto delle persone viste di persona. E soprattutto non ero l'unico: per la prima volta ero in un posto dove volere qualcosa di diverso non era una stranezza.

Io e un amico sul prato, all'inizio del percorso nel network

L'inizio. E non ero l'unico

Oggi

Sto ancora costruendo, ed è il punto

Insegno ancora parkour, in un'altra palestra perché mi sono trasferito. Non ho mollato niente per buttarmi su altro: ho cambiato il modello sotto, non il sogno sopra. Vivo in Romagna, in provincia come prima, e lavoro da dove capita: Monaco, l'Umbria, Bologna, e le prossime.

Quello che non ti dirò è che ce l'ho fatta. Sto ancora costruendo, sto ancora imparando a gestire i soldi, e ho poco più di un anno di vantaggio su di te. È esattamente per questo che mi ricordo ancora com'era prima. Ed è per questo che posso esserti utile.

Con un obiettivo preciso e senza nascondere niente a nessuno, motivo per cui questa pagina esiste.

Due persone in controluce parlano davanti a una finestra sulle colline umbre

Umbria. Il tipo di conversazione per cui vale la pena

Sebastiano capovolto a mezz'aria durante un salto di parkour

Questo, da anni. Prima come lavoro, e ancora adesso

Il pezzo che non tolgo

Il parkour non è una metafora. Era il mio lavoro.

Non lo uso per fare paragoni furbi col business. Odio quella roba. Sta qui per un motivo più semplice: è stato il mio lavoro, e lo insegno ancora oggi. Se cerchi la storia di quello che ha mollato tutto e si è buttato, non è questa.

Ed è la prova più concreta che ho: potermi allenare e vivere da sportivo mentre lavoro non è una promessa che ti faccio, è una giornata normale.

Una cosa poi me l'ha insegnata sul serio, e vale anche fuori dalla palestra: si progredisce a piccoli passi ripetuti, il salto grosso al primo colpo non lo fa nessuno. E niente è impossibile da superare. Solo che prima devi guardarlo bene, l'ostacolo.

Quattro cose che non farò mai

Non sono consigli, sono vincoli. Sono il motivo per cui puoi fidarti di quello che leggi qui dentro, e puoi tenermi sulla parola.

01

Mai fare il guru

Niente piedistalli. Sono dentro il gruppo, qualche passo avanti, come un fratello maggiore, non come uno arrivato che spiega agli sfigati.

02

Mai fare il venditore

Nessun "compra ora", nessun tono da imbonitore. Il prodotto non è mai il protagonista: semmai è una conseguenza naturale della fiducia.

03

Mai promettere guadagni

Niente cifre, niente screenshot di incassi, niente "così ho fatto X in un mese". Sono la prima cosa che uccide la credibilità, e non le userò.

04

Mai parlare male di nessuno

Di persone, di lavori, di altri creator. Se il tuo lavoro ti piace, sono contento per te davvero. Non costruisco niente demolendo qualcun altro.

Non è per tutti, e va benissimo così

Ti ci ritrovi se

  • Hai la fame di mangiarti il mondo, ma non sai ancora quale sia la tua strada.
  • Hai vent'anni o giù di lì e senti che potresti fare di più.
  • Sei stanco di essere l'unico nella tua cerchia che vuole costruire qualcosa.
  • Vuoi capire come si ragiona, non ricevere una formula magica.

Non fa per te se

  • Cerchi soldi facili o un modo per guadagnare senza lavorare.
  • Vuoi che qualcuno decida al posto tuo.
  • Stai bene dove sei, e in quel caso, sinceramente, ottimo.
  • Ti aspetti che ti dica cosa vuoi sentirti dire.
Il problema non era lo studio. Era vivere una vita decisa dagli altri.
Dalla mia storia, slide 2

Adesso raccontami la tua.

Trenta minuti, gratis, zero vendita. Mi dici dove sei e dove vuoi arrivare, io ti dico onestamente cosa vedo. Se la tua strada è un'altra, te lo dico io per primo.

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