01. Il puntoIl problema non è chi frequenti. È che non lo sai
Chiedi a chiunque chi sono le cinque persone con cui passa più tempo. Ti risponderà con le persone a cui tiene di più. Quasi mai sono le stesse: le persone a cui tieni le vedi due volte al mese, mentre le otto ore centrali della giornata le passi con gente che non hai scelto tu e che nel discorso non compare nemmeno.
Ecco perché la frase famosa, così com'è, non ti serve a niente. Non è un invito a fare selezione: è un invito a guardare i numeri veri di chi ti sta addosso, che sono diversi da quelli che diresti a voce.
L'ambiente non ti influenza con i discorsi. Ti influenza con le ore.
Una persona che ti dice una cosa scoraggiante ogni tanto non ti sposta. Una persona che passa quaranta ore a settimana accanto a te trattando come normale una certa idea di vita: quella ti sposta, anche se non apre bocca. È per questo che il conto va fatto in ore e non in affetto.
02. L'erroreLe persone non sono buone o cattive per te
Il modo peggiore di fare questo esercizio è dividere il mondo in due liste: quelli che mi tirano su e quelli che mi tirano giù. È il modo in cui lo fanno online, ed è il motivo per cui poi la gente litiga con la madre dopo aver guardato un video.
Le persone non hanno una qualità morale rispetto ai tuoi obiettivi. Hanno una funzione nella tua settimana, e la funzione può essere diversa da quello che provano per te. Tuo padre può volerti bene più di chiunque altro e insieme essere la persona che ti frena di più: le due cose non si escludono, anzi: succede quasi sempre insieme, perché chi ti ama teme per te.
Quindi niente liste di buoni e cattivi. Quattro caselle, e una persona può stare solo in una.
Chi ti tira
È un passo avanti a te su qualcosa, e stando insieme la tua asticella si alza da sola. Non deve essere un mentore né uno arrivato: basta che stia facendo una cosa che tu non stai ancora facendo. Dopo averlo visto hai voglia di lavorare. Questa casella, in genere, è vuota. Ci torniamo.
Chi ti regge
Non capisce cosa stai facendo, forse non gli interessa nemmeno, ma c'è quando stai male. È la casella più sottovalutata di tutte e la prima che la gente taglia dopo aver visto un contenuto sul «cambia le tue cinque persone». Non toccarla. Chi ti regge non è un freno: è il motivo per cui puoi permetterti di rischiare senza finire da solo.
Chi ti frena senza volerlo
Ti vuole bene e per questo ti dice di stare fermo. «Non rischiare», «hai visto com'è finita a quello», «goditi la giovinezza». Non è invidia, è paura: la sua, per te. Il punto con queste persone non è convincerle né allontanarle: è smettere di raccontargli i piani. Ci arriviamo nella prossima scheda dello scaffale, quella su cosa rispondere.
Chi ti costa
La riconosci da un test solo: dopo averla vista sei più stanco di prima, ogni volta, senza eccezioni. Non c'entra il litigio e non c'entra la cattiveria. C'entra che quella relazione, così com'è oggi, prende e non dà. È l'unica casella dove ha senso ridurre le dosi, e ridurre, non tagliare.
L'esercizio · 15 minuti, meglio la sera
L'inventario delle dieci
Scrivi le dieci persone con cui hai passato più ore nelle ultime due settimane. Ore vere, non affetto: colleghi, coinquilini, il gruppo del sabato, chi ti scrive tutto il giorno. Se una persona la senti solo per messaggi ma la senti in continuazione, conta.
| Persona | Ore vere / settimana | Casella | Dose giusta |
|---|---|---|---|
| 1 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 2 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 3 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 4 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 5 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 6 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 7 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 8 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 9 ……………… | ……… | ……… | = + − |
| 10 ……………… | ……… | ……… | = + − |
Nella colonna Casella scrivi una sola lettera: T ti tira, R ti regge, F ti frena, C ti costa. Nella colonna Dose cerchia se le ore vanno lasciate uguali, aumentate o diminuite.
Poi somma. Sono tre numeri e dicono quasi tutto:
- Ore a settimana con chi mi tira:
- Ore a settimana con chi mi costa:
- La persona a cui devo ridurre la dose senza dirglielo:
03. La casella vuotaQuasi nessuno ha qualcuno che lo tira
Se il tuo primo numero è zero, sei nella condizione normale. Non è un difetto tuo: è aritmetica. Se sei cresciuto in un posto dove tutti fanno più o meno le stesse cose, statisticamente non hai nessuno intorno che sia un passo avanti nella direzione dove vuoi andare, non perché siano persone da poco, ma perché stanno andando altrove.
È esattamente il motivo per cui questa strada è più difficile in provincia che in una grande città, e chi ti dice che «basta volerlo» non ci ha mai vissuto.
La casella non si riempie con un guru e non si riempie guardando video: si riempie andando dove quelle persone stanno già. Il che, in pratica, vuol dire una cosa sola: essere fisicamente in stanze in cui sei il meno esperto. Corsi, eventi, gruppi, palestre, associazioni, comunità online dove si lavora davvero e non si commenta soltanto.
Io organizzo un evento di due giorni e faccio parte di una community, quindi su questo punto ho un interesse: è giusto che tu lo sappia mentre leggi. La cosa che mi interessa dirti però è più larga della mia: vale anche se quelle stanze le trovi altrove, e va benissimo così. Il punto non è dove vai: è che smetti di aspettare che quella casella si riempia da sola, perché da sola non si riempie.
04. Le regoleCosa non fare dopo aver compilato la tabella
- Non tagliare nessuno. Tagliare è drammatico, fa sentire decisi e quasi sempre è la mossa sbagliata. Le dosi si cambiano piano e senza comunicati: vedi una persona due volte a settimana invece di quattro, e nel giro di due mesi è la nuova normalità senza che nessuno si sia offeso.
- Non fare l'annuncio. «Ragazzi, devo circondarmi di persone diverse» è la frase che rovina le amicizie e non serve a niente. Non c'è nessun bisogno di dirlo: l'inventario è tuo, resta sul tuo foglio.
- Non provare a convertire chi ti frena. Non funziona, e ti costa un'energia enorme che ti serve altrove. Chi ti frena cambierà idea vedendo, se mai la cambierà, non ascoltando.
- Non confondere «mi costa» con «mi sta antipatico oggi». Il test è la ripetizione: se ti lascia più stanco ogni volta da mesi, è la casella C. Se è successo tre volte in un periodo storto, no.
- Rifallo fra tre mesi. Le caselle si spostano. Persone che ti frenavano cominciano a reggerti quando vedono che sei serio, e capita più spesso di quanto ti aspetti.
05. E adessoIl numero che mi interessa
Di tutta la tabella, il numero che conta di più non è quello delle ore che ti costano. È il primo: quante ore a settimana passi con qualcuno che è un passo avanti a te. Se è zero, è la prima cosa da cambiare, prima ancora di aggiustare qualunque altra riga.
Se hai voglia, scrivimi in DM solo quel numero. Non i nomi, non la storia: il numero. Ti rispondo io, e nella maggior parte dei casi la risposta è semplicemente dirti dove ho trovato io le prime persone di quella casella, che non erano né famose né arrivate.
E se il numero è zero e non sai da dove partire, quello è esattamente il tipo di cosa che si sistema meglio parlando che leggendo. Trenta minuti in call, gratis, zero vendita: ci portiamo dietro la tua tabella e guardiamo cosa c'è di raggiungibile davvero da dove vivi tu, con il tempo che hai tu.
Sebastiano Oriani, Emilia-Romagna
Mai mollare, lavora duro, il tuo giorno arriverà.